Frequently Asked Questions (FAQ)
PROGETTO ECODISTRETTI
  • Cosa sono gli Ecodistretti?

    Gli Ecodistretti sono aree industriali attrezzate per ricevere rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata. Al loro interno avviene la completa riconversione dei materiali, ossia la trasformazione in "prodotto" di tutti i rifiuti in ingresso (gli Ecodistretti possono essere considerati vere e proprie “miniere urbane”). I rifiuti differenziati sono, infatti, accettati, preselezionati per matrici distinte e quindi avviati a specifici trattamenti tecnologici per la produzione di materia prima seconda, cioè prodotto da collocare sul mercato. Anche i rifiuti indifferenziati vengono accettati e preselezionati per estrarne materie da affidare al ciclo del recupero: ad esempio, la componente organica eventualmente ancora presente è sottoposta ad un processo di mineralizzazione, che ne può consentire il successivo riutilizzo, mentre le frazioni secche sono trattate al fine di recuperarne combustibile utilizzabile nei cementifici e nelle centrali elettriche.
  • Perché rappresentano un progetto strategico per Roma Capitale?

    La realizzazione degli Ecodistretti consentirà di creare valore e ricchezza per il territorio; ciò sarà reso possibile dalla valorizzazione dei materiali recuperati all’interno della rete di utilizzatori finali (es. acciaierie, vetrerie, fonderie, cartiere). L’avvio a trattamento all’interno degli Ecodistretti dei rifiuti prodotti nel territorio di Roma Capitale semplificherà inoltre drasticamente il sistema logistico a valle della raccolta, che oggi vede decine di camion quotidianamente in uscita dal territorio capitolino per il trasporto di rifiuti in diverse Regioni italiane, con un dispendio economico oltre che ambientale (oltre 1.000 tonnellate di CO2/anno, che verranno azzerate).
  • La realizzazione degli Ecodistretti è l'unica alternativa possibile per la gestione dei rifiuti di Roma?

    La città di Roma esce da anni di dipendenza dalla discarica di Malagrotta, che storicamente è stata la destinazione prevalente dei rifiuti prodotti nella città, con oltre 12 milioni di tonnellate di rifiuti sversate solo nell’ultimo decennio. Ad oggi la capacità impiantistica della città di Roma non è in grado di accogliere e trasformare in risorsa tutti i rifiuti cittadini; gli Ecodistretti rappresentano il progetto strategico con cui la Capitale può arrivare a “chiudere” il ciclo dei rifiuti, con una filiera dei rifiuti basata sulla completa valorizzazione dei materiali.
  • Come si presenteranno gli Ecodistretti dal punto di vista visivo?

    Gli Ecodistretti avranno un layout analogo a quello delle fiere campionarie, con padiglioni dedicati per i diversi materiali. I processi di lavorazione dei rifiuti avverranno in condizioni di massima sicurezza e compatibilità ambientale e non saranno visibili all’esterno, anche grazie all’utilizzazione di reti sotterranee interne per il convogliamento ed il trasporto dei diversi materiali. Accanto alle linee di selezione e valorizzazione dei rifiuti, è prevista l’apertura di laboratori avanzati di ricerca, da realizzare con la collaborazione di Università ed istituti di eccellenza di livello nazionale ed internazionale, focalizzati sullo studio di tecnologie innovative per il trattamento dei rifiuti e sull’individuazione di nuovi impieghi per i materiali recuperati.
  • Quanti Ecodistretti verranno realizzati e di che dimensioni?

    Il progetto prevede a regime quattro Ecodistretti, della capacità complessiva di 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti/anno, corrispondenti alla totalità del rifiuto prodotto dai cittadini romani.
  • La realizzazione degli Ecodistretti comporterà benefici di natura economica?

    I proventi derivanti dalla valorizzazione sul mercato dei materiali recuperati ed i minori costi di trattamento genereranno un beneficio economico stimato a regime (con i quattro Ecodistretti funzionanti) di 120 milioni di Euro/anno, che saranno interamente reimpiegati per offrire maggiori e migliori servizi ai cittadini romani.
  • Sarà possibile accedere nelle strutture degli Ecodistretti?

    All’interno dei diversi siti saranno aperti appositi “percorsi informativi” per illustrare il ciclo di recupero dei materiali e le tecnologie impiegate. Gli impianti saranno visitabili.
L’ECODISTRETTO DI ROCCA CENCIA
  • Perché è stata scelta l’area di Rocca Cencia per la realizzazione del primo Ecodistretto?

    Uno degli elementi qualificanti del progetto è la completa riqualificazione delle aree industriali che ospiteranno i nuovi complessi impiantistici. In questo senso per l’area di Rocca Cencia, che già oggi ospita impianti focalizzati sul trattamento del rifiuto indifferenziato, l’Ecodistretto rappresenta un’opportunità. L’area sarà infatti sottoposta ad una radicale trasformazione con la costruzione di complessi moderni, architettonicamente all’avanguardia ed environment-friendly.
  • La realizzazione dell’Ecodistretto comporterà una “svalutazione” della zona?

    Al contrario, il progetto determinerà ritorni positivi in termini di immagine e visibilità, connessi alla realizzazione di una struttura all'avanguardia e con tecnologie che rappresentano delle best practices nel panorama europeo, oltre che di attrazione di investimenti sul territorio, connessi all’indotto (es. imprese di produzione di manufatti da materie prime seconde).
  • Quali e quanti impianti sorgeranno all’interno dell’Ecodistretto di Rocca Cencia?

    Il sito accoglierà un impianto di trasformazione del rifiuto organico, una linea per la selezione del vetro, tre linee di selezione di carta, plastica, alluminio e metalli ed una per il trattamento dei rifiuti ingombranti e dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
  • L’Ecodistretto di Rocca Cencia accoglierà rifiuti provenienti da tutto il territorio cittadino o addirittura da fuori Roma?

    L’Ecodistretto è dimensionato per l’avvio a valorizzazione e recupero solo di una parte (circa il 25%) del fabbisogno complessivo della città di Roma. Per tale ragione, esso accoglierà esclusivamente materiali provenienti dal Municipio di Rocca Cencia (VI) e dai Municipi adiacenti (V e VII).
L’IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
  • Che cos'è il compostaggio?

    Il compostaggio è un processo di decomposizione della materia organica che avviene normalmente in natura in determinate condizioni di temperatura e areazione, a seguito della quale il materiale si trasforma in terriccio ricco di sostanze fertilizzanti. Questo stesso processo è riprodotto negli impianti di compostaggio, dove in ambienti chiusi e in forma controllata sono riprodotte le stesse condizioni che permettono il verificarsi del processo di compostaggio come avviene in natura.
  • Che tipo di rifiuti accoglierà ed in quali quantità?

    L’impianto è dimensionato per il trattamento di 40.000 tonnellate/anno di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e 10.000 tonnellate/anno di verde derivante da attività di sfalcio e potatura.
  • Qual è la tecnologia selezionata?

    Si tratta di un impianto di compostaggio con trattamento iniziale di digestione anaerobica. È un impianto di recupero che permette di trasformare, attraverso un processo biologico realizzato in assenza di ossigeno, la frazione organica selezionata presente nei materiali in ingresso in due prodotti: un materiale organico che dopo ulteriore trattamento (compostaggio) permetterà di ottenere compost di qualità da utilizzare come fertilizzante in agricoltura, e un biogas che viene utilizzato per produrre energia elettrica e termica pulita. L’elemento qualificante di questa tecnologia è la minimizzazione degli scarti: la stragrande maggioranza del materiale in ingresso si trasforma infatti in compost o biogas.
  • Che tipo di impatti avrà sull’ambiente la realizzazione dell’impianto?

    Nell’ambito del processo di autorizzazione avviato, è stato predisposto uno “Studio di Impatto Ambientale” – pubblicamente consultabile - che ha analizzato a 360° gli impatti attesi dell’impianto su flora, fauna, suolo, acque, aria, clima, paesaggio, acustica. Lo studio ha evidenziato piena compatibilità dell’impianto con l’ambiente circostante e contiene inoltre l’impegno a realizzare ulteriori interventi “di mitigazione ambientale”, ossia iniziative che contribuiranno a minimizzare gli impatti e a garantire un contributo positivo all’ambiente.
  • L’impianto genererà emissioni inquinanti?

    Il tipo di trattamento previsto adotta processi e tecnologie caratterizzati da livelli molto bassi di emissione e complessivamente non dannosi per la salute umana. L’impianto sarà comunque sottoposto ad un monitoraggio ambientale tale da permettere di tenere sotto controllo il livello e la qualità delle emissioni prodotte, garantendo in tal senso la tutela della salute umana, sia degli addetti all’impianto sia della popolazione residente nell’area circostante. Parte degli spazi sarà inoltre dedicata alla realizzazione di interventi di “compensazione ambientale” (es. realizzazione aree verdi), con lo scopo di garantire un miglior inserimento dell’insediamento nel contesto ambientale di riferimento.
  • Nel caso in cui il rifiuto in ingresso contenga materiali diversi dal rifiuto organico (es. plastiche), si genereranno emissioni inquinanti?

    La frazione organica in ingresso sarà attentamente selezionata prima di essere avviata al processo di digestione e compostaggio, scongiurando tale rischio.
  • I flussi di camion in ingresso e in uscita determineranno un significativo incremento di traffico?

    Il funzionamento del nuovo impianto di compostaggio non genererà flussi di traffico aggiuntivi rispetto a quelli che già oggi interessano il complesso di Rocca Cencia. I conferimenti dei materiali presso l’impianto saranno pianificati in maniera distribuita nell’arco della settimana al fine di evitare code in ingresso e saranno ridotti al minimo i conferimenti nelle ore di punta, per non gravare sul traffico locale.
  • L’impianto diffonderà odori sgradevoli sul territorio circostante l’area dell’Ecodistretto?

    Le fasi del processo maggiormente “odorigene” saranno effettuate in ambienti chiusi. L’aria aspirata da tali ambienti sarà condotta ad un apposito biofiltro prima di essere rimessa in atmosfera. I batteri “buoni” che si svilupperanno all’interno del biofiltro si nutriranno delle sostanze maleodoranti eliminandole totalmente dall’aria. Inoltre, nelle zone di stoccaggio e deposito dei materiali saranno effettuate continue operazioni di pulizia con idropulitrice e di sanificazione con prodotti naturali (enzimi) in grado di eliminare gli odori connessi al processo di fermentazione delle sostanze organiche e tenere lontani gli insetti.
  • L’impianto genererà inquinamento acustico?

    Le valutazioni condotte hanno evidenziato valori di Decibel previsti (cioè del livello di rumore) in corrispondenza del perimetro esterno del complesso inferiori rispetto a quelli oggi già generati dal traffico veicolare delle strade antistanti.